La conferenza del Dottor Roma (si veda a tal proposito l'articolo di questa stessa testata dal titolo
"Distretti, la ricetta dell'innovazione") è servita anche per paragonare la situazione di Lecco con quella delle altre principali aree distrettuali italiane sui temi della competitività e dell'ICT.
La considerazione di fondo è che la strada dell’investimento in innovazione, pur essendo non semplice, è ormai una necessità; data la sfida posta da Paesi in rapidissima evoluzione quali Cina e India, una chiusura significherebbe isolarsi e condannarsi a ricoprire una posizione di secondo piano. Al contrario, è necessario connettere le aziende, trovare terreni comuni, condividere i costi di investimento, escogitando nuove modalità per mettere a frutto il nostro know-how e la nostra capacità di fare impresa.
Questo è vero a maggior ragione per la realtà del Distretto Meccanico di Lecco, storicamente caratterizzato da produzioni di alta qualità, notevole affidabilità tecnica, capacità imprenditoriale diffusa, che ne hanno fatto un grande incubatore di idee e prodotti. Le idee ed i prodotti, però, si possono copiare, specie se le possibilità di integrazione tra settori diversi – ad esempio con l’altro Distretto, quello Tessile per arredo – non sono state sviluppate in maniera sinergica, e se gli investimenti in risorse umane e processi innovativi non sono sempre stati adeguati.
I dati relativi al 2002 mostrano che, a livello nazionale, meno della metà delle realtà distrettuali fa ricorso alle tecnologie ICT in modo significativo, percentuale che si abbassa al 39% quando si esaminano le singole imprese. La spesa in ICT è in discesa, dall’8,9% delle risorse disponibili nel 2001 al 5% nel 2003; il dato riflette una certa resistenza di carattere culturale verso la messa in comune di informazioni, ma anche nei confronti di chi fornisce le tecnologie. La scarsa qualità percepita nei confronti dei servizi TLC è in parte giustificata, se è vero che - per fare un esempio - solo una piccola parte della fibra ottica posata in Italia è utilizzata ad oggi.
Il 78% dei Distretti con fatturato in crescita ha effettuato investimenti in ICT, mentre al contrario il 72% di quelli con fatturato in calo non vi ha fatto ricorso; il dato risulta estremamente significativo. E’ vero d’altra parte che gran parte degli impieghi aziendali riscontrati riguardano servizi di base quali ricerche internet ed invio di e-mail; le aree di impiego più frequenti sono: amministrazione, ufficio acquisti (e-procurement), logistica. Un quarto delle realtà distrettuali esaminate ha costituito un Portale territoriale, ma solo nel 5% dei casi è identificabile una reale strategia di Distretto.
Nella percezione degli imprenditori, il ruolo trainante in merito alla diffusione di tecnologie e infrastrutture ICT è attribuito nell’ordine ad Associazioni di Categoria, Camere di Commercio ed Enti Locali, ed è in questa direzione e con l'apporto di tutti questi soggetti che si deve lavorare, ferma restando la necessità che le imprese in prima persona sappiano ripensare il proprio modello organizzativo e culturale, rinnovandosi per rimanere vincenti nel mercato globale e nell'era dell'economia digitale.
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